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Attualità

I consiglieri di minoranza pubblicano le foto della piscina distrutta. La maggioranza: "tentativo maldestro di addossarci colpe"

L'opposizione ha fatto recentemente un sopralluogo alla struttura chiusa da tre anni

I consiglieri di opposizione nei giorni scorsi hanno fatto un sopralluogo a quello che resta delle piscine comunali. Hanno scattato anche delle foto pubblicandole poi sui social. Rendendo partecipi anche i cittadini che in una tribuna virtuale hanno detto la loro. Giusto o sbagliato il dibattito si è acceso rendendo ancora più infuocato il clima di tensione a Palazzo Santa Croce tra maggioranza e opposizione. Una prima risposta è arrivata a poche ore dal Consiglio dal Italia Giusta Secondo Costituzione ,(che fa capo al sindaco). Oggi un'altra risposta si legge sulla pagina del primo cittadino Magrone.
"Nella seduta voluta dai consiglieri di minoranza (Pd, Udc e liste civetta collegate) è fallita miseramente, anche perché non recava NESSUNA proposta sulle questioni vitali della città. Per ritorsione, subito dopo quegli stessi consiglieri di minoranza hanno diffuso con comunicati stampa, in internet, su facebook nelle proprie pagine personali e su quella del Partito democratico di Modugno fotografie che loro stessi avevano scattato durante un sopralluogo fatto, nell'imminenza della seduta, nell'impianto natatorio comunale di Modugno, inagibile da circa tre anni.
Con quegli scatti, in circolazione su internet, l'opposizione vorrebbe dunque maldestramente addebitare all'amministrazione comunale la responsabilità per le condizioni in cui versa l'impianto. Ebbene, quelle condizioni, pessime, sono esattamente le stesse condizioni in cui l'ex concessionario ha riconsegnato al Comune di Modugno le Piscine Comunali. Lo stesso concessionario al quale, nel lontano 2005, è stata affidata la piscina: da allora egli - pagato sia con soldi pubblici sia con denaro dell'utenza - ha gestito la struttura per oltre un decennio in regime di concessione multiprorogata. Un esempio clamorosamente emblematico di mala gestione da parte dell'amministrazione pubblica: concede la gestione di un bene realizzato con denaro pubblico ad un concessionario che, invece di pagare un canone al Comune, viene invece servizievolmente pagato dall'amministrazione pubblica che gli ha affidato la gestione del servizio. Pagato, cioè, con soldi pubblici - occorre ripeterlo - per ridurre le Piscine esattamente nello stato che le foto pubblicate oggi dalla minoranza documentano.
Soprattutto, si è scoperto dopo l'avvio del contenzioso da parte dell'amministrazione Magrone, il gestore delle piscine non si era mai occupato neppure della manutenzione ordinaria degli impianti, che è finalizzata alla continuità ed efficienza gestionale dell'impianto e quindi anche, e particolarmente, alla salvaguardia delle condizioni necessarie per la tutela della salute degli utenti.
Gli autori di quegli scatti, dunque, rappresentanti e garanti politici delle amministrazioni responsabili di un tale disastro, praticamente si autodenunciano come complici politici di chi ha messo fuori uso le Piscine Comunali.
Detto questo, non resta che constatare come, ancora una volta, l'amministrazione Magrone debba porre mano e rimedio ai guasti prodotti in decenni di cattivissima gestione della cosa pubblica. Per far fronte ai gravosi costi di ripristino dell'impianto, la Giunta Comunale ha valutato e deciso, come soluzione più idonea al complessivo recupero delle Piscine Comunali, il ricorso all'istituto del Project Financing, uno strumento che consente la realizzazione degli interventi di recupero della struttura senza oneri per il bilancio comunale - afflitto da debiti pluriennali e pignoramenti - e l'affidamento più efficace della relativa gestione a soggetti terzi, mediante un confronto con una pluralità di operatori economici.
LA STORIA DELLE PISCINE COMUNALI. Con l'amministrazione Magrone, il Comune di Modugno si è liberato del vecchio gestore delle Piscine previste nel di concessione, il gestore stesso non ha mai posto in essere. : 1) mancata realizzazione di un impianto fotovoltaico; 2) mancata realizzazione di un bar-pizzeria; 3) mancato ammodernamento e ristrutturazione dell'impianto. Nessuna di queste opere è mai stata realizzata. E non solo il gestore non ha mai mantenuto gli impegni assunti in sede contrattuale ma, dal 2014, ha per giunta ripetutamente chiesto al Comune di Modugno aumenti del canone che lo stesso Comune gli versava annualmente.
Nel persistere della negligenza e delle gravi inadempienze contrattuali, l'amministrazione comunale ha successivamente contestato all'ex gestore ulteriori inadempimenti agli obblighi previsti da contratto: 4) reiterato rifiuto opposto dal gestore a consentire l'accesso all'impianto in questione, ai funzionari dell'Ente, pur avendone ricevuto rituale richiesta; 5) inosservanza dell'obbligo circa la tutela dei rapporti di lavoro, sotto il profilo contrattuale, (come si evince da doglianze pervenute al Comune da parte dei lavoratori interessati); 6) mancato pagamento dell'utenza di energia elettrica; 7) mancata manutenzione ordinaria degli impianti, finalizzata alla continuità ed efficienza gestionale dell'impianto; 8) mancanza di costante e corretta custodia dell'impianto; 9) mancata presentazione del progetto esecutivo del bar-ristorante-pizzeria; 10) mancata attivazione di offerte di vari corsi di nuoto a titolo gratuito in favore delle scuole primarie, delle fasce meno abbienti, e degli utenti disagiati, diversamente abili o con particolari patologie.
Tutti inadempimenti e condotte - incompatibili con la finalità stessa della concessione in gestione delle Piscine - che hanno danneggiato il Comune di Modugno, proprietario dell'impianto natatorio, e quindi la collettività.
L'amministrazione Magrone ha dunque, e per questo, formalmente intimato all'ex gestore l'esecuzione degli obblighi contrattuali previsti, i quali sono tuttavia rimasti totalmente inadempiuti per responsabilità addebitabili esclusivamente al gestore.
Il gestore non ha però compiuto alcuna attività utile o anche solo propedeutica alla realizzazione di tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, opere edili e impianti: di fronte all'inottemperanza conclamata degli obblighi contrattuali (con particolare riferimento alle mancate manutenzioni, che avevano già determinato il decadimento e il venir meno del decoro della struttura comunale), il Comune di Modugno, a fine 2016, ha disposto la risoluzione di diritto del contratto di concessione in gestione delle Piscine e ha disposto lo sgombero dell'impianto da persone e cose ad eccezione dei beni/attrezzature di proprietà dell'Ente. L'ex gestore si è opposto al rilascio dell'immobile e ha fatto ricorso al Tar per ottenere l'annullamento della risoluzione del contratto. Il 4 luglio 2017 il Tar Puglia ha respinto il ricorso della società sportiva, dando pienamente ragione all'azione intrapresa dal Comune di Modugno contro la mala gestione della struttura. Nell'estate del 2017, il Comune è così potuto rientrare in possesso dell'immobile.
Ma c'è di più: poco prima della riconsegna dell'immobile al Comune di Modugno, avvenuta solo nell'estate 2017, si sono susseguiti numerosi furti e atti vandalici in danno degli impianti elettrici della struttura. All'indomani della riconsegna, dunque, il Comune di Modugno ha dovuto constatare le pessime condizioni in cui si trovava l'immobile. Che, dunque, per questo presentava e presenta perciò la necessità di numerosi e imponenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Appena rientrato in possesso dell'immobile, il Comune di Modugno ha subito provveduto ad assicurargli un servizio di guardiania.
ll Servizio comunale Lavori Pubblici ha stimato che gli interventi manutentivi essenziali per il ripristino della piena funzionalità dell'immobile e per la sua riapertura richiedono un investimento di almeno € 1.500.000. Di qui la scelta della Giunta Comunale di ricorrere oggi al Project Financing incaricando gli uffici Lavori Pubblici di avviare le procedure".
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