
Politica
Il Comune di Modugno sotto osservazione: la relazione del ministero
Come già anticipato nei giorni scorsi, non ci sarà il commissariamento. Commento soddisfatto di Bonasia
Modugno - mercoledì 29 aprile 2026
16.24
Nessun commissariamento per il Comune di Modugno. Quanto già anticipato nei giorni scorsi diventa definitivo con l'arrivo del dispositivo del ministero che stabilisce che "l'azione di risanamento e ripristino della piena e corretta funzionalità dell'ente locale possano essere affidati alla nuova compagine politica che sarà eletta nella prossima tornata elettorale in stretto raccordo con la prefettura di Bari".
Diverse comunque le misure di controllo previste dal ministero, verranno, infatti, disposte "verifiche generalizzate sulle procedure autorizzative dei sub-appalti e dei sub-affidamenti di lavori, prestazioni o servizi comunali", nonché dovranno essere predisposte delle "linee guida atte ad assicurare la trasparenza e la legalità negli affidamenti di lavori, servizi e forniture, in particolare di quelli contrassegnati della somma urgenza e dall'affidamento diretto, e la chiara separazione tra indirizzo politico e attività gestionale". Inoltre, verranno acquisite, con cadenza mensile, "copia dei contratti di lavori, forniture e servizi per il tempo e per gli importi stabiliti dal prefetto, corredata dalla documentazione concernente le relative procedure amministrative", dovrà essere assicurata "la regolare tenuta e aggiornamento dell'albo dei fornitori di lavori e servizi pubblici al fine di salvaguardare il rispetto dei principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento" e adeguati "gli strumenti regolamentari, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti le procedure assunzionali, anche al fine di garantire la necessaria rotazione degli incarichi nelle commissioni aggiudicatrici". Infine, verrà sottoscritto "un protocollo di legalità con la prefettura finalizzato a rafforzare tanto il sistema di verifiche antimafia - sia rispetto alle attività del comune che a quelle di associazioni, fondazioni e società assoggettate a forme di controllo e di partecipazione dell'ente locale -, quanto gli strumenti di prevenzione della corruzione".
Il sindaco Nicola Bonasia, che ricordiamo essere indagato in seguito alle note vicende che hanno portato all'arresto dell'ex assessore Lopez (anche se si è sempre dichiarato estraneo ai fatti), via social ha pubblicato il seguente post richiamando quanto scritto dallo stesso ministero: «"Non sono emersi elementi tali da ritenere sussistente un giudizio di collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata, né un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi tale da compromettere l'attività e l'imparzialità dell'amministrazione comunale, né il regolare funzionamento dei servizi." È il passaggio nel provvedimento ufficiale del Ministero dell'Interno che vale più di qualsiasi commento. E io non ne farò altri».
L'attuale candidato sindaco Beppe Montebruno, nonché vicesindaco con Bonasia, ha sottolineato: «Il Ministero dell'Interno ha concluso il procedimento che riguarda il nostro Comune.
Ho letto ogni parola con attenzione, con il rispetto che si deve alle istituzioni. Il provvedimento riconosce anche alcune criticità, non direttamente specificate, e indica percorsi di miglioramento. È giusto prenderne atto senza sconti. Chi avrà l'onore di amministrare la nostra amata città, dovrà rendere ancora più incisivi gli strumenti di controllo, trasparenza e prevenzione, elevando ulteriormente gli standard di affidabilità dell'Ente. Siamo convinti di aver sempre operato nella massima diligenza e integrità, ma raccogliamo queste indicazioni con serietà e spirito costruttivo. Perché una città forte non teme controlli: li rispetta, li assume e li trasforma in occasione di crescita».
Dal Partito Democratico Modugno aggiungono: «Siamo sollevati: Modugno non sarà sciolta per mafia. Siamo contenti e fieri che tale marchio non venga imposto sulla nostra amata Città, ma il decreto del Ministero dell'Interno smonta la propaganda della maggioranza uscente e certifica una realtà ineludibile: ci sono state "ripetute irregolarità amministrative e disfunzioni gestionali che denotano una generale scarsa osservanza dei precetti di buon andamento e correttezza dell'azione amministrativa, circostanze queste che potrebbero favorire forme di condizionamento anche di matrice criminale". Non c'è nulla da festeggiare. Il Comune sarà di fatto sottoposto a stretta osservazione: il Ministero ha imposto prescrizioni obbligatorie per rimediare a questo disastro, diretta conseguenza di anni di gestione carente e opaca. La futura Amministrazione si troverà, dunque, a dover operare non per sviluppare liberamente una visione di crescita, ma per rendere conto a qualcuno sulle scelte future a causa di quelle passate. La prossima competizione elettorale non è quindi una semplice alternanza democratica: è un passaggio obbligato "per generare quella discontinuità amministrativa che ha auspicato il Ministro con il proprio Decreto del 22 aprile 2026"» .
Infine, Francesco Loconte, candidato di Modugno Pacifista e Popolare, rimarca: «La commissione ha rilevato "diverse situazioni di illiceità, oltre che ripetute irregolarità amministrative e disfunzioni gestionali", segnalando una diffusa mancanza di correttezza e buon andamento dell'azione amministrativa. Per questo la nuova amministrazione non sarà libera di agire come dovrebbe. Il controllo rafforzato sull'attività del sindaco è una misura necessaria, ma rappresenta anche un limite concreto alla possibilità di realizzare pienamente i programmi proposti alla città. Resta allora un punto politico fondamentale: l'amministrazione uscente ha una responsabilità evidente per quanto accaduto. Non siamo giudici e non spetta a noi stabilire responsabilità penali, ma non possiamo accettare il tentativo di far passare l'idea che "nulla sia successo". Sarà la magistratura a chiudere questa vicenda. Ma le responsabilità politiche sono già sotto gli occhi di tutti».
Diverse comunque le misure di controllo previste dal ministero, verranno, infatti, disposte "verifiche generalizzate sulle procedure autorizzative dei sub-appalti e dei sub-affidamenti di lavori, prestazioni o servizi comunali", nonché dovranno essere predisposte delle "linee guida atte ad assicurare la trasparenza e la legalità negli affidamenti di lavori, servizi e forniture, in particolare di quelli contrassegnati della somma urgenza e dall'affidamento diretto, e la chiara separazione tra indirizzo politico e attività gestionale". Inoltre, verranno acquisite, con cadenza mensile, "copia dei contratti di lavori, forniture e servizi per il tempo e per gli importi stabiliti dal prefetto, corredata dalla documentazione concernente le relative procedure amministrative", dovrà essere assicurata "la regolare tenuta e aggiornamento dell'albo dei fornitori di lavori e servizi pubblici al fine di salvaguardare il rispetto dei principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento" e adeguati "gli strumenti regolamentari, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti le procedure assunzionali, anche al fine di garantire la necessaria rotazione degli incarichi nelle commissioni aggiudicatrici". Infine, verrà sottoscritto "un protocollo di legalità con la prefettura finalizzato a rafforzare tanto il sistema di verifiche antimafia - sia rispetto alle attività del comune che a quelle di associazioni, fondazioni e società assoggettate a forme di controllo e di partecipazione dell'ente locale -, quanto gli strumenti di prevenzione della corruzione".
I COMMENTI
Il sindaco Nicola Bonasia, che ricordiamo essere indagato in seguito alle note vicende che hanno portato all'arresto dell'ex assessore Lopez (anche se si è sempre dichiarato estraneo ai fatti), via social ha pubblicato il seguente post richiamando quanto scritto dallo stesso ministero: «"Non sono emersi elementi tali da ritenere sussistente un giudizio di collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata, né un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi tale da compromettere l'attività e l'imparzialità dell'amministrazione comunale, né il regolare funzionamento dei servizi." È il passaggio nel provvedimento ufficiale del Ministero dell'Interno che vale più di qualsiasi commento. E io non ne farò altri».
L'attuale candidato sindaco Beppe Montebruno, nonché vicesindaco con Bonasia, ha sottolineato: «Il Ministero dell'Interno ha concluso il procedimento che riguarda il nostro Comune.
Ho letto ogni parola con attenzione, con il rispetto che si deve alle istituzioni. Il provvedimento riconosce anche alcune criticità, non direttamente specificate, e indica percorsi di miglioramento. È giusto prenderne atto senza sconti. Chi avrà l'onore di amministrare la nostra amata città, dovrà rendere ancora più incisivi gli strumenti di controllo, trasparenza e prevenzione, elevando ulteriormente gli standard di affidabilità dell'Ente. Siamo convinti di aver sempre operato nella massima diligenza e integrità, ma raccogliamo queste indicazioni con serietà e spirito costruttivo. Perché una città forte non teme controlli: li rispetta, li assume e li trasforma in occasione di crescita».
Dal Partito Democratico Modugno aggiungono: «Siamo sollevati: Modugno non sarà sciolta per mafia. Siamo contenti e fieri che tale marchio non venga imposto sulla nostra amata Città, ma il decreto del Ministero dell'Interno smonta la propaganda della maggioranza uscente e certifica una realtà ineludibile: ci sono state "ripetute irregolarità amministrative e disfunzioni gestionali che denotano una generale scarsa osservanza dei precetti di buon andamento e correttezza dell'azione amministrativa, circostanze queste che potrebbero favorire forme di condizionamento anche di matrice criminale". Non c'è nulla da festeggiare. Il Comune sarà di fatto sottoposto a stretta osservazione: il Ministero ha imposto prescrizioni obbligatorie per rimediare a questo disastro, diretta conseguenza di anni di gestione carente e opaca. La futura Amministrazione si troverà, dunque, a dover operare non per sviluppare liberamente una visione di crescita, ma per rendere conto a qualcuno sulle scelte future a causa di quelle passate. La prossima competizione elettorale non è quindi una semplice alternanza democratica: è un passaggio obbligato "per generare quella discontinuità amministrativa che ha auspicato il Ministro con il proprio Decreto del 22 aprile 2026"» .
Infine, Francesco Loconte, candidato di Modugno Pacifista e Popolare, rimarca: «La commissione ha rilevato "diverse situazioni di illiceità, oltre che ripetute irregolarità amministrative e disfunzioni gestionali", segnalando una diffusa mancanza di correttezza e buon andamento dell'azione amministrativa. Per questo la nuova amministrazione non sarà libera di agire come dovrebbe. Il controllo rafforzato sull'attività del sindaco è una misura necessaria, ma rappresenta anche un limite concreto alla possibilità di realizzare pienamente i programmi proposti alla città. Resta allora un punto politico fondamentale: l'amministrazione uscente ha una responsabilità evidente per quanto accaduto. Non siamo giudici e non spetta a noi stabilire responsabilità penali, ma non possiamo accettare il tentativo di far passare l'idea che "nulla sia successo". Sarà la magistratura a chiudere questa vicenda. Ma le responsabilità politiche sono già sotto gli occhi di tutti».

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