
Cronaca
Esploso il bancomat della Banca del Mezzogiorno: secondo assalto in 24 ore
Dopo quello avvenuto ieri, ad essere preso di mira, nella notte, è stato lo sportello automatico dell'istituto di credito di piazza Garibaldi
Modugno - martedì 30 giugno 2026
10.46
La banda dei bancomat non ha perso tempo. Dopo il doppio tentato raid, avvenuto fra domenica e ieri, prima a Modugno e poi a Bitetto, alle ore 03.35 della notte appena trascorsa alcuni malviventi (sempre gli stessi?) hanno fatto esplodere anche lo sportello automatico della Banca del Mezzogiorno, sempre a Modugno.
Per la città nell'immediato entroterra barese, pochi chilometri a sud-ovest del capoluogo, si tratta del secondo assalto esplosivo in appena 24 ore. Uguale è stata la tecnica impiegata, quella della "marmotta", dal metodo usato per scardinare i bancomat, con metodi sempre più invasivi: la doppia deflagrazione ha svegliato chi risiede nelle vicinanze di piazza Garibaldi, dove si trova la banca, ma i malviventi sono fuggiti a mani vuote. Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità.
I banditi, forse gli stessi di numerose altre scorribande avvenute nel corso degli ultimi mesi, si sono presentati davanti alla banca, coi volti coperti. Poi, dopo aver inserito l'esplosivo nell'erogatore automatico di banconote, hanno scardinato il bancomat. L'onda d'urto ha causato danni ingenti: parte della struttura muraria dell'edificio, con infissi divelti e fatti saltare in aria anche a diversi metri di distanza, e due auto in sosta, una Fiat Stilo e un'Audi, oltre ad un cassonetto dei rifiuti.La dinamica, da mesi ormai, è sempre la stessa: anche questa volta i malviventi hanno impiegato la consueta tecnica della "marmotta", vale a dire un oggetto in metallo con all'estremità un cono metallico, capace di includere la polvere da sparo. All'estremità opposta si trova l'innesco, che viene azionato dopo aver inserito il manufatto nell'erogatore delle banconote. Un dispositivo dalla "coda piatta", usato per simili assalti esplosivi, ma con risultati non sempre efficaci per i banditi.
Anche in questo caso, la doppia esplosione ha danneggiato parte dell'istituto di credito, svegliando di soprassalto gli abitanti della zona - quando alcuni di loro si sono affacciati ai balconi, però, non c'era più nessuno -, mentre i ladri si sono allontanati in tutta fretta. Sul posto, scattato l'allarme, sono prontamente intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modugno, oltre ai Vigili del Fuoco del capoluogo per una verifica statica dell'intero edificio.
Nel corso della mattinata, inoltre, sul posto si sono recati i militari della Squadra Artificieri e della Sezione Investigazioni Scientifiche di Bari per compiere i rilievi e acquisire i filmati di videosorveglianza. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi soggetti che, 24 ore prima, hanno colpito a Modugno.
Per la città nell'immediato entroterra barese, pochi chilometri a sud-ovest del capoluogo, si tratta del secondo assalto esplosivo in appena 24 ore. Uguale è stata la tecnica impiegata, quella della "marmotta", dal metodo usato per scardinare i bancomat, con metodi sempre più invasivi: la doppia deflagrazione ha svegliato chi risiede nelle vicinanze di piazza Garibaldi, dove si trova la banca, ma i malviventi sono fuggiti a mani vuote. Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità.
I banditi, forse gli stessi di numerose altre scorribande avvenute nel corso degli ultimi mesi, si sono presentati davanti alla banca, coi volti coperti. Poi, dopo aver inserito l'esplosivo nell'erogatore automatico di banconote, hanno scardinato il bancomat. L'onda d'urto ha causato danni ingenti: parte della struttura muraria dell'edificio, con infissi divelti e fatti saltare in aria anche a diversi metri di distanza, e due auto in sosta, una Fiat Stilo e un'Audi, oltre ad un cassonetto dei rifiuti.La dinamica, da mesi ormai, è sempre la stessa: anche questa volta i malviventi hanno impiegato la consueta tecnica della "marmotta", vale a dire un oggetto in metallo con all'estremità un cono metallico, capace di includere la polvere da sparo. All'estremità opposta si trova l'innesco, che viene azionato dopo aver inserito il manufatto nell'erogatore delle banconote. Un dispositivo dalla "coda piatta", usato per simili assalti esplosivi, ma con risultati non sempre efficaci per i banditi.
Anche in questo caso, la doppia esplosione ha danneggiato parte dell'istituto di credito, svegliando di soprassalto gli abitanti della zona - quando alcuni di loro si sono affacciati ai balconi, però, non c'era più nessuno -, mentre i ladri si sono allontanati in tutta fretta. Sul posto, scattato l'allarme, sono prontamente intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modugno, oltre ai Vigili del Fuoco del capoluogo per una verifica statica dell'intero edificio.
Nel corso della mattinata, inoltre, sul posto si sono recati i militari della Squadra Artificieri e della Sezione Investigazioni Scientifiche di Bari per compiere i rilievi e acquisire i filmati di videosorveglianza. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi soggetti che, 24 ore prima, hanno colpito a Modugno.



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