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Nicola Bonasia saluta i modugnesi: «Accolgo tutto. Anche questo finale, così diverso da quello che avevo immaginato»
La nota dell'ex sindaco di Modugno
È stato un viaggio straordinario. Meraviglioso, intenso, autentico.
Ha attraversato la mia vita, l'ha travolta, cambiandola nella forma più profonda e viscerale che si possa immaginare.
L'ha riempita di onori, di emozioni autentiche, di gioie che porterò dentro per tutta la vita. E l'ha resa anche e soprattutto complessa, intensa, mai semplice, mai prevedibile.
Accolgo tutto.
Anche questo finale, così profondamente diverso da quello che avevo immaginato. Eppure chiudo questo cammino con la pace nel cuore, sostenuto dall'affetto immenso che mi avete donato ogni giorno, in ogni strada, in ogni incontro, in ogni gesto sincero.
La foto che accompagna queste parole è di quasi sei anni fa.
In quello sguardo ed in quel sorriso c'erano emozione, speranza, senso di responsabilità e forse anche la bella incoscienza di chi non immaginava ancora quanto profondamente sarebbe stato cambiato da quel viaggio.
Fare il Sindaco è stato molto più di un incarico istituzionale.
È stato vivere la città all'alba e a notte fonda.
È stato condividere con voi speranze, paure, battaglie, sacrifici e traguardi. È stato sentire sulle spalle il peso delle decisioni difficili, ma anche il privilegio straordinario di poter servire una comunità unica, viva, orgogliosa.
Ho indossato la fascia tricolore con rispetto, emozione e senso profondo delle istituzioni. Non l'ho mai considerata un simbolo di potere, ma un segno di responsabilità, appartenenza e servizio verso ciascuno di voi.
Ho dato tutto me stesso. Con i miei limiti, certamente. Ma sempre con sincerità, passione e dedizione assoluta. Non c'è stata una sola scelta che non sia nata dall'amore profondo per questa Città.
Un amore che mi ha guidato ogni giorno, anche nei momenti più duri, anche quando tutto sembrava più complicato.
Adesso mi prenderò una pausa dalla politica attiva. Non so se sarà breve o se durerà per sempre. So però che servire una comunità non significa necessariamente occupare una carica.
Si può continuare ad amare, difendere e aiutare il proprio territorio in tanti modi diversi, magari anche silenziosi.
Non so cosa mi riserverà il futuro.
So però che questa città continuerà ad essere parte di me, nel modo più profondo possibile.
Perché Modugno, per me, non è mai stata soltanto un luogo da amministrare.
È stata casa. È casa. Appartenenza.
Una parte profonda della mia anima.
Grazie per l'onore che mi avete riservato.
Grazie per avermi fatto vivere qualcosa che va oltre la politica e oltre qualsiasi ruolo.
Ci rivedremo tra la gente, per strada, negli stessi luoghi che ho amato e che continuerò ad amare.
Con lo stesso cuore di sempre.


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