Omaggio a Lucio Battisti con Cesare Bocci Modugno
Omaggio a Lucio Battisti con Cesare Bocci Modugno
Cultura

Lucio Battisti e la musica infinita: a Modugno l'omaggio di Cesare Bocci

Lo spettacolo tra musica e parole ha chiuso la rassegna "Casale al Chiar di Luna"

Nacque in un'epoca in cui sognare non era vietato e tutti, studiando, avrebbero potuto raggiungere un lavoro soddisfacente. E così, sognando, ci riuscì: non avrebbe fatto il perito elettrotecnico, ma il musicista. La sua storia iniziò il 5 marzo 1943, mentre la sua ribellione negli anni '60: il suo nome è Lucio Battisti e le sue radici appartengono a Poggio Bustone.

Ieri a Modugno, nella suggestiva cornice del Casale di Balsignano, l'attore Cesare Bocci, noto per aver interpretato il ruolo del vicecommissario Mimì Augello nella serie "Il commissario Montalbano", ha reso omaggio al grande Battisti con uno spettacolo tra musica e parole. Alla parte musicale ha pensato l'Orchestra Mercadante di Altamura, magistralmente diretta dal maestro Rocco De Bernardis.

Il racconto di Bocci, che ha impersonato lo stesso cantante in un monologo alternato agli intermezzi dell'orchestra, è iniziato dal giovane Lucio, che s'innamorò della musica prendendo lezioni di nascosto, fino a fare un patto con suo padre: al conseguimento dell'ambìto diploma, gli sarebbero stati concessi due anni di tempo. Tempo per crescere, sperimentare e fargli capire che non solo lui avrebbe potuto vivere di musica, ma era l'unica cosa che avrebbe voluto. Lo dimostrò nel '62, quando lasciò la sua città natale per unirsi al gruppo dei "mattatori" con cui suonava sul lungomare di Napoli. E ancora quando, puntando sempre più in alto, capì che il suo obiettivo era Roma, dove si unì ai "satiri", che in quel periodo avevano bisogno di un chitarrista. Anche se guadagnava appena la somma sufficiente a pagarsi una stanza umida e senza riscaldamento, e a volte pensava di mollare tutto, Lucio Battisti aveva scelto quella vita.
Omaggio a Lucio Battisti con Cesare Bocci Modugno
Due incontri, però, gliel'hanno cambiata, la vita: quello con il pianista Paolo Ordanini, che gli disse che sarebbe tornato a Sanremo come cantante nel momento in cui vi partecipò come musicista e quello con Christine Leroux, produttrice discografica che, intuito il suo talento, lo presentò a Giulio Repetti, meglio noto come Mogol. Se alle canzoni di Battisti mancava qualcosa, quel qualcosa era l'intervento di Mogol nei testi. Il duo Battisti-Mogol, innegabilmente, ha reso le canzoni di Battisti quello che sono: da una parte melodie originali e uniche, dall'altra parole semplici e, al contempo, di una profondità disarmante. Mogol aveva capito che non sarebbe stato semplice convincere le case discografiche con il modo di cantare di Lucio, che era imperfetto, ma capì soprattutto che, insieme, avrebbero dovuto crederci. E che Lucio Battisti sarebbe dovuto restare Lucio Battisti per sempre, senza snaturarsi mai.

Così fu: il trasferimento a Milano per conoscere nuova gente e avere nuovi stimoli, il successo dei dischi e la fama dei brani non fecero dimenticare a Lucio Battisti i valori dell'amicizia, dell'amore, della riservatezza. Quest'ultima, soprattutto, è una prerogativa che ha sempre contraddistinto il cantautore, che non amava le interviste, le ospitate in tv e le date dal vivo, piuttosto amava comporre, sperimentare e vivere le sue canzoni quasi come un fatto privato. Più che un personaggio pubblico, Lucio Battisti si sentiva un artigiano, di quelli che trascorrono ore e ore nel proprio laboratorio per creare pezzi unici, da ritoccare, curare e levigare. Le sue canzoni come "piccole" opere d'arte che non erano fatte per essere vendute alle leggi del mercato.

Del resto, quelle opere d'arte nascevano dall'estro di un compositore creativo e unico nel panorama italiano e dall'abilità del poeta (Mogol) che sapeva trasformare il sorriso di una donna, la bellezza della natura e il profumo di una cucina in versi che sarebbero stati messa in musica. Non sempre nascevano prima i testi e poi le melodie: a volte succedeva l'esatto contrario. Perché questi erano Battisti e Mogol: nessuno dei due, in fondo, sarebbe stato lo stesso senza l'altro.

Pur viaggiando su un binario tutto suo, su una voce che non faceva leva sull'estensione quanto sulla capacità espressiva e comunicativa, Lucio Battisti scrisse anche testi per altri grandi della musica italiana come Patty Pravo e Bruno Lauzi. Duettò con Mina, che come lui sposava l'idea che esiste l'arte, non l'artista e che, proprio come Battisti, cercava il più possibile di difendere la propria personalità, allontanandosi dalla stampa e dai pettegolezzi. Battisti lo fece per amore di Grazia Letizia Veronese, la donna della sua vita conosciuta dietro le quinte di Sanremo e per suo figlio, Luca Filippo Carlo Battisti. Lo fece anche quando, dopo la pubblicazione dell'album "Anima latina" nel 1974, niente fu più come prima per il cantante che cercava di strapparsi di dosso l'etichetta consumistica che molti gli avevano voluto attribuire. Dal '74 in poi, Battisti cessò la collaborazione con Mogol per preservare l'amicizia con Giulio Repetti e la sua musica fu diversa dal passato, ma comunque sempre ascoltata, perchè capace di arrivare dritta al cuore. Il suo era un "canto libero" che da molti fu visto come una decadenza, da altri come l'ombra del "vecchio" Lucio Battisti e, da altri ancora, come il momento di rottura con ciò che c'era stato. In pochi hanno davvero guardato all'evoluzione del musicista, che resta il vero motivo per fare arte.

Quello di Cesare Bocci nei confronti di Lucio Battisti è stato un omaggio sentito, intenso, autentico. Un appuntamento che ha saputo chiudere in bellezza la rassegna modugnese "Casale al chiar di luna", la cui direzione artistica è stata affidata a Filippo de Salvo, come ricordato ieri stesso dal sindaco Nicola Bonasia.

Durante la serata c'è stato tempo per eseguire solo una piccola parte del vasto repertorio di Lucio Battisti: i presenti sono stati allietati da canzoni come "Io vorrei...non vorrei...Ma se vuoi", "Mi ritorni in mente", "Dieci ragazze", "Acqua azzurra, acqua chiara", "E penso a te", "29 settembre", "La canzone del sole", "I giardini di marzo" ed "Emozioni". Canzoni che, ora come allora, sono capaci di parlare a tutti, indipendentemente dall'età e dall'estrazione sociale. Canzoni che sono fra noi.

Ieri la città di Modugno ha ricordato Lucio Battisti, la cui storia iniziò il 5 marzo 1943 e la cui musica è infinita.
26 fotoOmaggio di Cesare Bocci a Lucio Battisti
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