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Territorio e Ambiente

Il Bubbone del Cecilia sarà demolito. In Consiglio Panettella 'striglia' l'assessore Benedetto

Il provvedimento passa a maggioranza

Il Quartiere Cecilia si libera del bubbone, ma la decisione ha rischiato di mettere in crisi la maggioranza. Un Consiglio Comunale complicato quello di ieri, che aveva come punti all'ordine del giorno quello della definitiva demolizione dello stabile, ridotto a scheletro, di via Ancona. Una ricostruzione lunga e precisa dei fatti quella fatta dall'assessore alla Pianificazione del territorio ed Edilizia privata Francesca Benedetto, che ha ripercorso la storia del famoso Bubbone di Cecilia risalente a ben 50 anni fa partendo da quando, il 30 giugno del 1986, è stata presentata la prima istanza di condono edilizio per lo stabile di via Ancona, rigettato nel 2016 dal responsabile del servizio 4 che ne ha deciso l'abbattimento, fino ad arrivare alla sentenza del Consiglio di Stato che ha, di fatto, reso eseguibili le sentenze del Tar di Bari con l'acquisizione del bene al patrimonio Comunale e erogando una sanzione ai danni dei responsabili dell'abuso. "A questo punto la sentenza del Tar è pienamente esecutiva – spiega l'assessore - Manca solo la fase di demolizione dello stabile, che deve avvenire a patto che non sussistano prevalenti interessi pubblici per mantenere in piedi quel manufatto. Questo è chiamato oggi a decidere il consiglio Comunale". Inaspettato è giunto l'intervento del consigliere di maggioranza Maurizio Panettella che, in linea con quanto proposto dalla minoranza, ha dichiarato che il Consiglio avrebbe dovuto limitarsi a dichiarare lo stabile di nessuna utilità pubblica, lasciando la demolizione ai responsabili del servizio 4 e 5. "Le parole possono cambiare notevolmente il senso di una delibera – spiega il consigliere di maggioranza – Fermo restando che sono assolutamente favorevole all'abbattimento, così come ho mostrato votando, tuttavia era doveroso affermare che il Consiglio Comunale non poteva incaricare nessuno dell'abbattimento. Non era nelle mie competenze e non era il luogo adatto. Dovevamo solo decidere se lo stabile poteva o meno avere ancora un valore così com'è. Eventualmente è la Giunta che ha il potere di incaricare. L'assessore avrebbe dovuto condividere la proposta di delibera con i consiglieri di maggioranza e questo, a quanto mi risulta, non è stato fatto. Rischiavamo di votare un qualcosa che non ci competeva". Immediata è avvenuta la replica di alcuni consiglieri di maggioranza, tra i quali Paolo Magrone, Antonio Armenise e Pasquale Pazienza, che hanno invitato il collega a non parlare per conto della maggioranza, dichiarandosi favorevoli al provvedimento aggiungendo inoltre che l'emendamento è stato concordato da tutti e che avrebbero votato il deliberato anche se fosse rimasto con la parola incaricare e non demandare. Anche la minoranza ha espresso perplessità sul deliberato, soffermandosi sul fatto che ci potrebbe essere un fondato rischio di richiesta di risarcimento ai danni del Comune. In definitiva il bubbone verrà demolito e al suo posto sorgerà un parco. Ma qualche scricchiolio nella maggioranza si sarebbe avvertito. Che fine hanno fatto i consiglieri Priore e Maiullari al momento del voto?
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