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Scuola e Lavoro

Ex Om di Bari, il giudice dice No alla Cassa Integrazione

UGL: «Come avevamo sempre detto», UILM: «Che problema ha la curatela a fare la richiesta?»

Niente cassa integrazione in deroga per il 2018 per gli ex Om di Bari. La curatela fallimentare, nella persona del giudice del tribunale di Torino, Alessandra Giovetti, ha rigettato l'istanza. Non ci sono i presupposti secondo lei per la concessione. Diventa sempre più complicata la situazione per i lavoratori, nel giorno in cui sembrava essersi aperto uno spiraglio con il sopralluogo al capannone del comune di Modugno e Selktica in vista della prossima concessione dello stesso alla società per partire con il progetto di reindustrializzazione.

«La curatela ha mandato una nota datata 27 dicembre - dichiara Riccardo Falcetta di UILM - in cui dice che secondo lei non ci sono i presupposti per fare l'istanza, ora noi ci stiamo attivando a differenza di altre sigle sindacali che sembra che invece stiano festeggiando. Abbiamo già parlato con gli avvocati, perché non riusciamo a capire che problema ha il giudice a produrre tale istanza dato che chi eventualmente la rigetta è la Regione, lei non paga nulla in prima persona. Sono l'Inps e la Regione Puglia a decidere se concedere la CIGD 2018 in seguito alla presentazione dell'istanza, il giudice potrebbe anche fare una domanda specificando che per lei non ci sono i requisiti per concederla, rimettendo a loro le responsabilità per quanto concerne l'erogazione. L'11 gennaio è stata diramata una nota ufficiale del Ministero in cui si diceva che ci sarebbe stata la deroga, per cui è anche inadempiente. Domani o al massimo lunedì vedremo come muoverci».

«Il giudice delegato non ha autorizzato l'istanza presentata da Regione e Organizzazioni Sindacali in merito alla concessione in retroattività della cassa integrazione in deroga per l'anno 2018 - commenta UGL Metalmeccanici Bari - La motivazione è che non sussiste alcuna legge che preveda il versamento da parte della società Selektica per gli accantonamenti Tfr dei lavoratori della società fallita Tua Industries. Erano mesi che denunciavamo questa impossibilità e che esortavamo la Regione e i sindacati "confederali" a spostare il tavolo al Ministero, proprio per evitare che trascorressero ancora altri mesi senza reddito per 165 famiglie. Fortunatamente, è stato approvato dal governo un emendamento che garantirà un reddito con la mobilità in deroga per il 2019 a tutti i 165 lavoratori».
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