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Dana, incontro al Mimit: focus su occupazione e futuro dello stabilimento di Bari-Modugno

Di Sciascio: «L'acquisizione da parte di Allison Transmission può garantire continuità produttiva e occupazionale»

Il futuro dell'industria passa dalla capacità di accompagnare la transizione e le trasformazioni del settore automotive tutelando lavoro, competenze e radicamento produttivo nei territori. È quanto emerso dal tavolo di confronto odierno presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Dana, alla presenza della Struttura per le crisi d'impresa del Mimit.

Per la Regione Puglia hanno partecipato l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, e il presidente della Task force regionale Occupazione, Leo Caroli. La riunione si inserisce nel quadro della complessa vertenza che coinvolge il gruppo Dana Incorporated, attivo nella produzione di sistemi di trasmissione e componentistica per l'automotive e per i veicoli industriali. Negli ultimi anni la riorganizzazione della divisione Off-Highway e le prospettive di vendita di alcuni asset industriali hanno sollevato preoccupazioni per i livelli occupazionali nei diversi stabilimenti italiani.

Particolare attenzione è stata chiesta in merito allo stabilimento di Bari-Modugno, uno dei principali siti produttivi del gruppo nel Mezzogiorno, che impiega circa 400 lavoratori ed è stato interessato negli ultimi anni da ammortizzatori sociali e da una riduzione dei volumi produttivi.

Nel corso dell'incontro è stato affrontato il tema dell'acquisizione di parte delle attività del gruppo Dana da parte della multinazionale americana Allison Transmission, operazione che riguarda complessivamente 14 stabilimenti in Italia e circa 4.000 lavoratori.

«Guardiamo con favore all'operazione di acquisizione da parte di Allison Transmission, uno dei principali player mondiali nella produzione di trasmissioni e componentistica meccanica per l'automotive – ha dichiarato l'assessore Di Sciascioanche alla luce delle dichiarazioni del management dell'azienda, che ha confermato l'impegno a garantire la continuità produttiva dei siti coinvolti e la stabilità occupazionale dei circa 4.000 lavoratori interessati in Italia».

«Nel corso del confronto – ha aggiunto l'assessore – abbiamo chiesto e ottenuto la disponibilità dell'azienda a venire in Puglia per un incontro specifico sul futuro dello stabilimento di Bari-Modugno, dove lavorano circa 400 dipendenti. Abbiamo già avviato i primi contatti con il management e contiamo di poter organizzare questo confronto già nelle prossime settimane. In quella sede – ha proseguito – chiederemo ulteriori garanzie sul piano degli investimenti e sulle prospettive industriali del sito, con particolare attenzione alla stabilità dell'occupazione, alla valorizzazione delle professionalità presenti e al rafforzamento della capacità produttiva e qualitativa dello stabilimento».

«In questo percorso Regione Puglia è pronta a fare la propria parte – ha concluso Di Sciascio -, attraverso politiche attive del lavoro e a supporto di attesi piani di rafforzamento dell'innovazione, della ricerca e dello sviluppo industriale, con l'obiettivo di rafforzare la competitività del sito e consolidare la presenza produttiva sul territorio».

«Regione Puglia - ha sottolineato Leo Caroli - attraverso il Comitato SEPAC e le strutture regionali competenti in materia di lavoro e sviluppo economico - continuerà a seguire con attenzione l'evoluzione della vertenza, mantenendo un confronto costante con il Governo, le organizzazioni sindacali e il management aziendale, per tutelare il lavoro e garantire prospettive industriali solide per il polo produttivo di Bari».
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