Voto di scambio mafioso, chiesto il processo per l'ex sindaco Bonasia

Ieri l'udienza preliminare: si sono costituite parti civili il Comune di Modugno, il Ministero dell’Interno e il commissario Antiracket

mercoledì 23 settembre 2026 10.33
A cura di Nicola Miccione
Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, l'ex sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, ed altre sette persone - fra cui l'ex assessore alle Attività Produttive Antonio Lopez - devono essere processare perché avrebbero collaborato per portare a Bonasia i voti della mafia barese in occasione delle amministrative 2020.

Con la costituzione delle parti civili (il Comune di Modugno, il Ministero dell'Interno e il commissario straordinario Antiracket e Antiusura) e la richiesta di rinvio a giudizio per otto imputati, tra cui proprio l'ex sindaco di Modugno, è iniziata ieri mattina, davanti al giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, l'udienza preliminare sul presunto voto di scambio politico-mafioso avvenuto nella città del barese in occasione delle elezioni comunali del 2020.

Per l'accusa, Bonasia avrebbe - attraverso l'intermediazione dell'allora assessore comunale Lopez - accettato la promessa da parte di persone ritenute vicine al clan Parisi di Bari di procurare voti per il ballottaggio dell'ottobre 2020 in cambio di posti di lavoro. Secondo l'accusa, Bonasia avrebbe stipulato lo stesso accordo anche con Adriana Diomede (ritenuta referente dell'omonimo gruppo criminale) in cambio della candidatura di sua figlia, Lucia Bosco, alle elezioni di Modugno.

In udienza, il pubblico ministero antimafia Fabio Buquicchio ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per gli 8 imputati che non hanno chiesto riti alternativi, tra cui l'ex sindaco. Lopez e altri due, tra cui Cristian Stragapede, appartenente al clan, hanno chiesto il rito abbreviato. L'udienza preliminare proseguirà il 6 ottobre.