Modugno, mobilitazione contro il mega-coinceneritore: l'appello del Coordinamento

In programma una manifestazione pubblica prevista il 30 ottobre in Piazza Sedile

martedì 27 ottobre 2026 9.53
Il Coordinamento No Inceneritore / No NEWO chiama a raccolta la cittadinanza e le istituzioni locali per un appello corale a tutela del territorio. Venerdì 30 ottobre, a partire dalle ore 18:30, tutti i cittadini sono invitati a partecipare alla manifestazione pubblica che si terrà a Modugno per ribadire un «NO» chiaro e definitivo al mega-impianto di coincenerimento da 200.000 tonnellate all'anno di Combustibile Solido Secondario (CSS).

L'invito è rivolto anche ai sindaci e agli amministratori di tutti i Comuni limitrofi e dell'area metropolitana, la cui presenza è ritenuta fondamentale dal Coordinamento, poiché i rispettivi territori e le popolazioni residenti rientrerebbero nell'area di ricaduta delle emissioni atmosferiche dell'impianto. L'iniziativa coincide con l'imminente deposito di una serie articolata di osservazioni critiche nell'ambito del procedimento autorizzativo: un documento che, secondo il Coordinamento, mette in discussione la sostenibilità dell'opera.

Le criticità evidenziate dal Coordinamento

Le osservazioni, pronte per essere inoltrate agli enti competenti, mettono in luce diversi aspetti:
  1. Disponibilità del CSS e pianificazione regionale. La disponibilità commerciale del combustibile, secondo il Coordinamento, non giustificherebbe la costruzione di un nuovo impianto, anche alla luce della pianificazione regionale e della capacità degli impianti già esistenti e autorizzati.
  2. Emissioni e rischi per la salute. La combustione di 200.000 tonnellate annue di CSS potrebbe comportare emissioni di diossine, furani, PCB, metalli pesanti, cloro e zolfo, con potenziali conseguenze per la salute pubblica e le filiere agricole locali.
  3. Potenza ed efficienza dell'impianto. Vengono contestati i dati relativi alla potenza e all'efficienza, ritenendo insufficiente la sola produzione di energia elettrica a giustificare un impatto ambientale di tale portata.
  4. Valutazione dell'impatto sanitario. Per un impianto di queste dimensioni, il Coordinamento ritiene necessaria una valutazione approfondita dell'impatto sanitario, condotta con il coinvolgimento di ASL e ARPA e rivolta alla popolazione esposta.
  5. Inquinamento cumulativo e tutela archeologica. La valutazione delle emissioni, secondo il Coordinamento, dovrebbe considerare anche il contributo delle industrie e del traffico nell'area Modugno-Bari. Viene inoltre segnalata l'assenza di una valutazione archeologica dell'intera area di cantiere, richiesta dalla Soprintendenza.
  6. Prevenzione degli incendi e sicurezza. Il Coordinamento solleva dubbi sulle garanzie e sulle verifiche relative alla prevenzione degli incendi e al rischio di incidenti rilevanti, considerando la quantità di materiale combustibile prevista.

La questione della qualità dell'aria

Il Coordinamento richiama inoltre l'attenzione su una nota della Città Metropolitana di Bari, datata 26 luglio 2026 e riferita al protocollo n. 62496 del 21 luglio 2026, con cui sarebbe stato trasmesso ai Comuni interessati, tra cui Modugno e Bari, un report di ARPA Puglia. Secondo quanto riportato dal Coordinamento, le centraline di monitoraggio avrebbero rilevato livelli di inquinanti, tra cui polveri sottili e biossido di azoto, superiori del 60% rispetto ai limiti annuali previsti dalla normativa.

A fronte di questi dati, la Città Metropolitana avrebbe invitato i sindaci ad adottare con urgenza «misure a livello locale finalizzate a ridurre le emissioni».
Il Coordinamento denuncia tuttavia la mancata adozione, da parte del sindaco di Modugno, di azioni concrete di risanamento e riferisce di aver già inviato una nota formale alla Città Metropolitana di Bari, alla Regione Puglia e ad ARPA Puglia, segnalando quella che considera una contraddizione tra la necessità di ridurre le emissioni e l'eventuale autorizzazione di un nuovo impianto.

L'appello alla mobilitazione

«Venerdì 30 ottobre alle 18:30 scendiamo in piazza!», concludono dal Coordinamento. «I Comuni limitrofi non possono restare a guardare: l'impatto di questo coinceneritore non si fermerà ai confini del Comune di Modugno. È inaccettabile che da un lato ARPA e Città Metropolitana segnalino una qualità dell'aria già critica e dall'altro si rischi di autorizzare un impianto destinato a trattare 200.000 tonnellate di rifiuti all'anno, con emissioni di sostanze pericolose come diossine e furani. Fermiamo questa scelta insieme!».