Modugno, chiuse le indagini su presunto voto di scambio. Cramarossa: «Garantismo sì, ma serve discontinuità»
La nota del candidato sindaco nel 2020 in contrapposizione a Bonasia
venerdì 8 maggio 2026
12.00
La Direzione distrettuale antimafia di Bari ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a 14 persone nell'ambito di un'inchiesta su un presunto sistema di voto di scambio politico-mafioso legato alle elezioni comunali del 2020 a Modugno, in provincia di Bari. Il provvedimento, firmato dal pm Fabio Buquicchio, è stato notificato ieri 7 maggio 2026.
Tra gli indagati figurano il sindaco Nicola Bonasia e l'ex assessore alle Attività produttive Antonio Lopez. Secondo l'accusa, Bonasia avrebbe ottenuto il sostegno elettorale di esponenti riconducibili a contesti criminali attraverso la mediazione di Lopez, in vista del ballottaggio dell'ottobre 2020, promettendo in cambio opportunità lavorative.
L'inchiesta aveva portato il Ministero dell'Interno a nominare una commissione d'accesso agli atti per verificare possibili infiltrazioni mafiose nell'amministrazione comunale. Il Comune, tuttavia, al termine delle verifiche, non è stato sciolto. Ora la città si prepara al voto del 24 e 25 maggio.
Sulla vicenda è intervenuto anche Fabrizio Cramarossa, candidato sindaco nel 2020 in contrapposizione proprio a Bonasia, che ha richiamato alla prudenza in attesa del processo: «Bisogna attendere il processo prima di giudicare. Non può essere una frase fatta. Prima di crocifiggere Nicola Bonasia bisogna attendere il giudizio e la sentenza».
Cramarossa ha sottolineato come lo stesso principio valga "da sempre e per tutti", ricordando anche il clima della campagna elettorale del 2020, quando – a suo dire – fu oggetto di accuse e campagne mediatiche. «Fui io l'oggetto dello scherno politico, oggi invito a non ripetere lo stesso verso Bonasia», ha affermato.
L'ex candidato ha poi richiamato l'esito elettorale del 2020, definito "in equilibrio al primo turno" e deciso al ballottaggio con uno scarto di circa 900 voti. Ha sottolineato che il risultato sarebbe stato ribaltato proprio al ballottaggio nel quartiere Cecilia, dove al primo turno la sua coalizione aveva prevalso. «I numeri non sono una sentenza preventiva», ha aggiunto.
Pur chiedendo di attendere gli sviluppi giudiziari, Cramarossa ha evidenziato come le indagini «gettino un'ombra sul risultato elettorale» e sollevino interrogativi su quanto accaduto. «La democrazia non può permettersi di essere barata», ha dichiarato, auspicando chiarezza.
Nel suo intervento ha inoltre invitato l'amministrazione comunale a valutare la costituzione di parte civile, per «difendere l'integrità dell'ente», pur dichiarando che personalmente non intende intraprendere questa strada. Ha infine richiamato il contenuto del decreto ministeriale successivo alla commissione d'accesso, che pur escludendo infiltrazioni mafiose avrebbe segnalato criticità amministrative. «Buona sana democrazia Modugno e buona sana discontinuità», ha concluso.
Tra gli indagati figurano il sindaco Nicola Bonasia e l'ex assessore alle Attività produttive Antonio Lopez. Secondo l'accusa, Bonasia avrebbe ottenuto il sostegno elettorale di esponenti riconducibili a contesti criminali attraverso la mediazione di Lopez, in vista del ballottaggio dell'ottobre 2020, promettendo in cambio opportunità lavorative.
L'inchiesta aveva portato il Ministero dell'Interno a nominare una commissione d'accesso agli atti per verificare possibili infiltrazioni mafiose nell'amministrazione comunale. Il Comune, tuttavia, al termine delle verifiche, non è stato sciolto. Ora la città si prepara al voto del 24 e 25 maggio.
Sulla vicenda è intervenuto anche Fabrizio Cramarossa, candidato sindaco nel 2020 in contrapposizione proprio a Bonasia, che ha richiamato alla prudenza in attesa del processo: «Bisogna attendere il processo prima di giudicare. Non può essere una frase fatta. Prima di crocifiggere Nicola Bonasia bisogna attendere il giudizio e la sentenza».
Cramarossa ha sottolineato come lo stesso principio valga "da sempre e per tutti", ricordando anche il clima della campagna elettorale del 2020, quando – a suo dire – fu oggetto di accuse e campagne mediatiche. «Fui io l'oggetto dello scherno politico, oggi invito a non ripetere lo stesso verso Bonasia», ha affermato.
L'ex candidato ha poi richiamato l'esito elettorale del 2020, definito "in equilibrio al primo turno" e deciso al ballottaggio con uno scarto di circa 900 voti. Ha sottolineato che il risultato sarebbe stato ribaltato proprio al ballottaggio nel quartiere Cecilia, dove al primo turno la sua coalizione aveva prevalso. «I numeri non sono una sentenza preventiva», ha aggiunto.
Pur chiedendo di attendere gli sviluppi giudiziari, Cramarossa ha evidenziato come le indagini «gettino un'ombra sul risultato elettorale» e sollevino interrogativi su quanto accaduto. «La democrazia non può permettersi di essere barata», ha dichiarato, auspicando chiarezza.
Nel suo intervento ha inoltre invitato l'amministrazione comunale a valutare la costituzione di parte civile, per «difendere l'integrità dell'ente», pur dichiarando che personalmente non intende intraprendere questa strada. Ha infine richiamato il contenuto del decreto ministeriale successivo alla commissione d'accesso, che pur escludendo infiltrazioni mafiose avrebbe segnalato criticità amministrative. «Buona sana democrazia Modugno e buona sana discontinuità», ha concluso.