Ciak & Zoom a Modugno. Vaccarella: «Investire nella cultura significa investire nelle persone»
Oggi la conferenza stampa. Al via la terza edizione dal 10 al 12 settembre
venerdì 4 settembre 2026
14.23
Dal 10 al 12 settembre Modugno ospita tre giorni dedicati al cinema, alla formazione e alle nuove generazioni. La vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia: «Investire nella cultura significa investire nelle persone».
«Il cinema non è soltanto spettacolo. È cultura, formazione, educazione allo sguardo e uno straordinario strumento per conoscere il mondo e, contemporaneamente, conoscere noi stessi». È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della terza edizione del Premio Ciak & Zoom, in programma a Modugno dal 10 al 12 settembre.
Un'edizione che quest'anno ruota attorno al tema "Confini", una parola che, secondo Vaccarella, può assumere un significato molto più ampio rispetto alla semplice idea di separazione.
«Il confine – ha sottolineato – può essere una linea che separa, un limite, una distanza tra persone, generazioni, culture e territori. Ma può essere anche una soglia. E una soglia, a differenza di un muro, può essere attraversata. Credo che sia questa la sfida più bella che il festival propone: non fermarsi davanti ai confini, ma provare ad attraversarli».ù
Attraversare i confini significa incontrare l'altro, confrontarsi con sensibilità differenti, ascoltare storie diverse dalla propria e imparare a guardare la realtà attraverso gli occhi degli altri. Ed è proprio in questa capacità di costruire ponti che il cinema, secondo la vicepresidente del Consiglio regionale, esprime una delle sue funzioni culturali più importanti.
«Un film può portarci dall'altra parte del mondo senza farci muovere dalla nostra città. Può farci vivere un'esperienza che non abbiamo mai vissuto e raccontare una difficoltà, una diversità, un sogno o una fragilità trasformandoli in qualcosa che tutti possiamo comprendere».
Al centro dell'iniziativa ci sono soprattutto le nuove generazioni. Bambini e ragazzi non vengono coinvolti soltanto come spettatori, ma come protagonisti attivi attraverso le giurie organizzate per fasce d'età, chiamate a vedere le opere, confrontarsi, discutere ed esprimere il proprio giudizio.
«Significa dire ai nostri ragazzi: la vostra opinione conta – ha spiegato la vicepresidente –. Significa educarli all'ascolto, al confronto con punti di vista differenti e alla capacità di sviluppare uno spirito critico e uno sguardo personale sulla realtà».
Un percorso che si intreccia con la formazione, attraverso masterclass, incontri con attori e professionisti e attività rivolte alle scuole. Tra gli appuntamenti, anche approfondimenti dedicati alla CGI, agli effetti visivi e alla Virtual Production, per consentire ai giovani di conoscere le nuove frontiere dell'industria audiovisiva.
«Investire nella cultura non significa soltanto finanziare eventi. Significa investire nelle persone. Le differenze non devono necessariamente separarci: possono diventare una ricchezza»
«Il cinema non è soltanto spettacolo. È cultura, formazione, educazione allo sguardo e uno straordinario strumento per conoscere il mondo e, contemporaneamente, conoscere noi stessi». È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della terza edizione del Premio Ciak & Zoom, in programma a Modugno dal 10 al 12 settembre.
Un'edizione che quest'anno ruota attorno al tema "Confini", una parola che, secondo Vaccarella, può assumere un significato molto più ampio rispetto alla semplice idea di separazione.
«Il confine – ha sottolineato – può essere una linea che separa, un limite, una distanza tra persone, generazioni, culture e territori. Ma può essere anche una soglia. E una soglia, a differenza di un muro, può essere attraversata. Credo che sia questa la sfida più bella che il festival propone: non fermarsi davanti ai confini, ma provare ad attraversarli».ù
Attraversare i confini significa incontrare l'altro, confrontarsi con sensibilità differenti, ascoltare storie diverse dalla propria e imparare a guardare la realtà attraverso gli occhi degli altri. Ed è proprio in questa capacità di costruire ponti che il cinema, secondo la vicepresidente del Consiglio regionale, esprime una delle sue funzioni culturali più importanti.
«Un film può portarci dall'altra parte del mondo senza farci muovere dalla nostra città. Può farci vivere un'esperienza che non abbiamo mai vissuto e raccontare una difficoltà, una diversità, un sogno o una fragilità trasformandoli in qualcosa che tutti possiamo comprendere».
Al centro dell'iniziativa ci sono soprattutto le nuove generazioni. Bambini e ragazzi non vengono coinvolti soltanto come spettatori, ma come protagonisti attivi attraverso le giurie organizzate per fasce d'età, chiamate a vedere le opere, confrontarsi, discutere ed esprimere il proprio giudizio.
«Significa dire ai nostri ragazzi: la vostra opinione conta – ha spiegato la vicepresidente –. Significa educarli all'ascolto, al confronto con punti di vista differenti e alla capacità di sviluppare uno spirito critico e uno sguardo personale sulla realtà».
Un percorso che si intreccia con la formazione, attraverso masterclass, incontri con attori e professionisti e attività rivolte alle scuole. Tra gli appuntamenti, anche approfondimenti dedicati alla CGI, agli effetti visivi e alla Virtual Production, per consentire ai giovani di conoscere le nuove frontiere dell'industria audiovisiva.
«Investire nella cultura non significa soltanto finanziare eventi. Significa investire nelle persone. Le differenze non devono necessariamente separarci: possono diventare una ricchezza»