Comune di Modugno, altro scossone: si dimettono i consiglieri Pd

Fabrizio Cramarossa e Vito Silvestri hanno condiviso col Partito la loro decisione, arrivata dopo l'approvazione del bilancio

mercoledì 4 marzo 2026 12.15
A cura di La Redazione
"Quando la nave affonda, i topi scappano", dice un noto proverbio. Ed è quello che sembra stia accadendo a Modugno, dove la situazione dell'attuale consiliatura è ora al vaglio del Ministero che, in base alla relazione presentata dalla commissione di accesso in seguito agli eventi che hanno portato in carcere l'ex assessore Antonio Lopez e fatto inserire nel registro degli indagati l'attuale sindaco. L'ipotesi, al momento, è quella che si possa arrivare allo scioglimento del Consiglio comunale, ma è tutto ancora in sospeso.

In questa situazione di incertezza, in cui incombono anche le elezioni che, salvo imprevisti, dovrebbero svolgersi a maggio per decidere il nuovo sindaco e la nuova consigliatura, arrivano oggi le dimissioni dei due consiglieri comunali Pd, Fabrizio Cramarossa e Vito Silvestri.

In una nota del Pd cittadino si legge: "Il Circolo Pd di Modugno comunica di aver condiviso con i propri consiglieri comunali Fabrizio Cramarossa e Vito Silvestri, la decisione di rassegnare le dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale, dopo l'approvazione del Bilancio di Previsione 2026-2028, avvenuta nel consiglio comunale del 23 febbraio con il voto favorevole della maggioranza e la ferma contrarietà dell'opposizione di cui facciamo parte. L'approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 chiude definitivamente l'attuale stagione politico-amministrativa, in un contesto reso critico e non più sostenibile dalla avvenuta consegna al Prefetto di Bari, della relazione della Commissione Prefettizia d'Accesso agli atti".

I dem spiegano, e la stessa spiegazione è presente nella lettere con cui i due ora ex consiglieri comunicano le loro dimissioni, di aver "proposto all'Assise cittadina di prendere in considerazione l'ipotesi di dimissioni unanimi e congiunte, al fine di rasserenare il clima politico-amministrativo e, nel limite delle potenzialità di quella scelta, contribuire a ridurre il rischio di scioglimento del consiglio comunale. Ignorati, abbiamo mantenuto la presenza in consiglio fino al 23 febbraio e all'approvazione del bilancio, contribuendo così a predisporre un atto indispensabile alla prossima amministrazione regolarmente eletta, come agli eventuali commissari prefettizi".

"La possibilità che la città venga commissariata - concludono - segna una profonda lesione della fiducia dei cittadini verso l'istituzione comunale, rispetto alla quale, anche come atto ultimo della nostra consiliatura, intendiamo marcare un segno tangibile di discontinuità. Auspicavamo un atto di responsabilità collettiva che potesse salvaguardare l'autorevolezza della massima Assise cittadina. Poiché tale gesto non si è concretizzato, riteniamo che l'unica via onorevole sia quella di rimettere il nostro mandato".