Bancomat scassinati, altri cinque arresti. Nella banda un 22enne di Modugno
Si tratta di Giuseppe Spalierno. Il covo della banda individuato a San Gennaro Vesuviano. Recuperati circa 20mila euro
sabato 7 febbraio 2026
10.03
Un'altra "banda della marmotta" finisce in carcere: 5 le persone arrestate da Carabinieri e Polizia di Stato. In manette Giuseppe Spalierno, 22enne di Modugno. Con lui Gennaro Miranda e Giuseppe Nappo, 55enne e 44enne di San Gennaro Vesuviano, Michele Russo, 45enne di Cerignola, e Ivan Caruso, 22enne di Bari.
Una banda interregionale, con membri napoletani e pugliesi. Tutti sono ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso, oltre ad essere stati anche denunciati per ricettazione e deposito di materie esplodenti senza licenza dell'autorità e senza le prescritte cautele. Due i colpi che la banda avrebbe messo a segno: quelli a Casavatore e Agerola, in provincia di Napoli, attraverso la tecnica della marmotta. A mettere gli investigatori sulle tracce del gruppo, proprio il colpo ad Agerola.
Qui, la banda era scappata con circa 20mila euro a bordo di una vettura in direzione di Amalfi: dopo un inseguimento, durante il quale i ladri hanno lanciato chiodi a tre punte che hanno bucato gli pneumatici delle auto degli agenti, è intervenuta una nuova vettura, stavolta da Salerno. I ladri hanno così invertito la corsa, fino a Cetara dove hanno lasciato il veicolo e fatto perdere le proprie tracce. Dagli accertamenti, è emerso che le targhe dell'auto usata dai banditi erano state rubate.
Le indagini hanno consentito di risalire però al covo della banda, a San Gennaro Vesuviano. I cinque sono stati sorpresi con la refurtiva. In casa, trovati 10 ordigni esplosivi, torce frontali, chiodi a tre punte e attrezzature in metallo: tutto materiale per produrre le "marmotte" utilizzate poi per i colpi negli sportelli bancomat.
Una banda interregionale, con membri napoletani e pugliesi. Tutti sono ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso, oltre ad essere stati anche denunciati per ricettazione e deposito di materie esplodenti senza licenza dell'autorità e senza le prescritte cautele. Due i colpi che la banda avrebbe messo a segno: quelli a Casavatore e Agerola, in provincia di Napoli, attraverso la tecnica della marmotta. A mettere gli investigatori sulle tracce del gruppo, proprio il colpo ad Agerola.
Qui, la banda era scappata con circa 20mila euro a bordo di una vettura in direzione di Amalfi: dopo un inseguimento, durante il quale i ladri hanno lanciato chiodi a tre punte che hanno bucato gli pneumatici delle auto degli agenti, è intervenuta una nuova vettura, stavolta da Salerno. I ladri hanno così invertito la corsa, fino a Cetara dove hanno lasciato il veicolo e fatto perdere le proprie tracce. Dagli accertamenti, è emerso che le targhe dell'auto usata dai banditi erano state rubate.
Le indagini hanno consentito di risalire però al covo della banda, a San Gennaro Vesuviano. I cinque sono stati sorpresi con la refurtiva. In casa, trovati 10 ordigni esplosivi, torce frontali, chiodi a tre punte e attrezzature in metallo: tutto materiale per produrre le "marmotte" utilizzate poi per i colpi negli sportelli bancomat.