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Attualità

...'Vi racconto il mio Camilleri'

Una modugnese a casa del maestro

In occasione della messa in onda delle tanto attese nuove puntate di Montalbano, la serie tv poliziesca tutta italiana tratta dai romanzi dello scrittore di Porto Empedocle, vi raccontiamo di una modugnese che ha intervistato Camilleri. Si tratta di Roberta Marinelli che è volata a Roma per intervistare faccia a faccia il papà di Montalbano.
"L'idea mi è venuta in occasione della scelta della tesi di laurea – racconta Roberta – specializzandomi in comunicazione, ma avendo anche una base letteraria, volevo approfondire un fenomeno che fosse sia letterario che mediatico. Montalbano appunto".
Chiediamo alla nostra collaboratrice come le è sembrato parlare con il maestro della letteratura gialla italiana e lei ci risponde che è difficile spiegare che cosa a provato in quel momento.
"Varcata la soglia del suo appartamento nel pieno centro di Roma mi è parso di essere entrata in un tempio sacro – commenta - inutile dire che c'erano libri dappertutto e che tutte le pareti ne erano piene, ma ciò che mi ha colpito è stato l'enorme Pupo siciliano che faceva bella mostra di se nel salottino dove avremo fatto l'intervista. Camilleri non ha mai rinunciato alle sue origini siciliane e tutto nella sua casa lo dimostra, quadri compresi. Poi è entrato e, appena abbiamo iniziato a parlare, ho capito di essere stata ammessa alla presenza di un mostro sacro della letteratura dei nostri tempi".
La tesi consisteva in uno studio di tutta l'opera dello scrittore con un particolare focus su come sia riuscito a parlare il linguaggio televisivo pur mantenendo la qualità letteraria.
"Spesso si pensa a Camilleri solo in binomio con Montalbano -Zingaretti – spiega – ma in realtà è il vero padre della televisione italiana moderna ed è uno scrittore che ha toccato vari generi, da quello teatrale al dramma, dal romanzo storico, uno dei quali verrà anche mandato in onda a breve sulle reti nazionali, al giallo. Parlare con lui è non solo un piacere ma un arricchimento e, alla fine dell'intervista mi sono sentita proprio così, arricchita".
Dopo la seduta Roberta ci racconta di aver mandato una copia della tesi al maestro, che le ha risposto con una mail di ringraziamento.
"Non potevo crederci – dice- lui che ringraziava me! Io avevo un certo timore ad inviargli la copia, però mi ha fatto i complimenti per come ho reso il tema e per aver scelto di parlare del suo lavoro. È stata una delle emozioni più grandi della mia vita, non lo scorderò mai".
Cosa vorresti dire ai tanti ragazzi che stanno studiando e sono prossimi alla laurea?
"Vorrei dire a tutti coloro che hanno scelto il percorso umanistico, che generalemnte viene considerato meno spendibile lavorativamente, di non demordere e continuare a crederci. Io non dimenticherò mai quel giorno in cui sono riuscita a realizzare un mio sogno.
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