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Settore discoteche in crisi, in molti non riapriranno oggi

Nonostante la decisione del Governo è difficile per i gestori tornare subito alla normalità

Da questa sera possono riaprire le discoteche, ma non tutti potranno ricominciare. Il settore è in forte crisi, e dopo una pallida ripresa dovuta alla ripartenza dell'ottobre scorso, l'ulteriore stop deciso dal Governo alla fine di dicembre ha dato il colpo di grazia. E sono tanti quelli che non riusciranno a ripartire oggi, e non lo faranno nemmeno per San Valentino, nonostante sia da sempre una festa molto sentita e vissuta soprattutto dai giovani. Ne abbiamo parlato con Dario Boriglione, titolare del Demodè Disco Club.

Cosa ne pensa della decisione del Governo di far riaprire discoteche e sale da ballo, dopo uno stop di oltre due mesi, e una successiva proroga di dieci giorni data alla fine di gennaio?

Sulla riapertura noi come Demodè siamo perplessi, in quanto non è chiaro ancora la modalità. Ma soprattutto locali come il nostro hanno dei tempi tecnici molto lunghi per organizzare la programmazione, soprattutto concertistica. Noi abbiamo deciso di ripartire, a prescindere dalle date comunicate dal Governo, quando saremo pronti a dare un servizio e un prodotto all'altezza del nostro storico, tutelando come abbiamo fatto per 20 anni al Demodè Club.

E sulla situazione del settore? Temete possano esserci nuove chiusure?

Speriamo che questa sia l'ultima ripartenza, perché tutta questa incertezza e improvvisazione ci sta affossando in un baratro di insostenibilità economica, ma soprattutto non ci sta dando credibilità verso i nostri clienti, che si sentono usati e presi in giro anche da noi, soprattutto quando acquistano biglietti di live che, come al solito, vengono poi spostati o addirittura annullati. Senza sapere che anche noi in quel momento perdiamo economie importanti di spese anticipate o acconti persi .

Le regole saranno molto stringenti, si potrà accedere solo con il Super Green Pass, sarà necessario indossare la mascherina tranne quando si balla, e mantenere una distanza di 2 metri sulla pista. Inoltre, è stata decisa una riduzione della capienza al 50% per i locali al chiuso, che sale al 75% per quelli all'aperto. Crede abbiamo senso queste regole?

Ritengo che, soprattutto per quanto riguarda il discorso capienza, sia una decisione abbastanza ridicola, in quanto non fa differenza tra il 100 e il 50, perché il nostro lavoro è un lavoro di aggregazione e condivisione. Quindi sia che metti 100 persone in una stanza o sia che ne metti 200 è sicuro che comunque staranno sempre tutti insieme. Penso davvero che sia una cosa senza senso, anche perché è palese che dobbiamo ricominciare a vivere e, soprattutto, convivere con questo virus.
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